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VITA AI TEMPI DEL COVID-19



veterinario


Facciamo un po’ di chiarezza su quanto sta accadendo e su come comportarci perché, i virologi non ne fanno segreto, di emergenze sanitarie come quella in atto in questi mesi ce ne potrebbero essere altre in un futuro prossimo. Cosa stiamo vivendo, spiegato in termini scientifici ma semplici, come stiamo lavorando noi in ambulatorio in queste settimane e come comportarvi voi, a casa, con i vostri pet. Qualche appunto - spunto, qui di seguito, per essere sul pezzo e capire, davvero, di cosa stiamo parlando.

COSA?
E’ successo ancora. Dopo l’influenza aviaria dal ceppo H5N1 che si è prima diffuso tra i volatili e il pollame e poi ha colpito l’uomo, dopo la pandemia causata dal ceppo H1N1 che partendo da un allevamento di maiali in Messico si è diffusa negli Stati Uniti, in Europa, Asia e Africa, oggi il mondo si ritrova alle prese con un’altra zoonosi. Cosè la zoonosi? Il termine indica una qualsiasi malattia infettiva o parassitaria che dagli animali si trasmette all’uomo direttamente o indirettamente.
Considerando come nel mondo emerga ogni 4 mesi una nuova malattia trasmissibile e che il 75% di queste abbia origine negli animali, considerando come l’industrializzazione e l’allevamento intensivo produrranno sempre più rischi di diffusione di patologie, come un utilizzo massiccio e improprio degli antibiotici sugli animali renda i virus farmaco resistenti e come gli scambi commerciali sempre più intensi e l’introduzione di nuove specie animali preparino il terreno fertile alla diffusione di nuove zoonosi, l’emergenza sanitaria in atto non dovrebbe, ahimè, stupirci.

NOI NE PARLAVAMO GIA’ 15 ANNI FA…
Eh, sì. Era il febbraio del 2005 quando il dottor Luca Lombardini affrontava il problema con dichiarazioni che si sarebbero rivelate purtroppo sempre più vere, mettendo in guardia sull’uso indiscriminato degli elementi naturali e sul trattamento riservato agli animali negli allevamenti intensivi. Oggi il mondo raccoglie i frutti di una scarsa lungimiranza e di un comportamento troppo spesso spregiudicato e irrispettoso.

COSA FARE?
Niente allarmismi. E’ importante essere sempre consapevoli e ben informati di cosa si sta mangiando e sull’origine della carne, dei latticini e delle uova che portiamo in tavola. Inoltre, proteggete sempre i vostri animali con adeguate profilassi come vaccini e antiparassitari. Infine prendiamo tutti coscienza di come il mondo sia uno e uno solo e che uomini, animali, ambiente devono coesistere in equilibrio perché ogni volta che questo equilibrio subisce uno spostamento il contraccolpo c’è sempre e può davvero essere pesante.

E ALLORA, COME COMPORTARCI?
Noi in ambulatorio continuiamo a lavorare per assicurarvi tutta l’assistenza e il supporto di cui avete bisogno con i vostri pet. Siamo, come sempre, disponibili h24 sette giorni su sette. L’unica cosa che vi chiediamo è di non arrivare in ambulatorio se avete sintomi come tosse, raffreddore e febbre; in quel caso telefonateci e cercheremo di aiutarvi in altro modo.
Poi, se vi ammalate di Covid, sappiate che al vostro cane pensa la Lega Nazionale per la Difesa del Cane che, in accordo con il Comune di Trento, lo prende con sé e lo porta al rifugio di Trento dove ne avrà cura fino a quando tornerete in salute.

E LE PASSEGGIATE?
Noi siamo chiari su questo punto. Le passeggiate non sono necessarie in questo momento. Il nostro amico a quattro zampe ora è completamente appagato dal poter stare a stretto contatto con noi per molte ore al giorno, addirittura per tutto il giorno. Dunque non c’è nessun motivo per trasgredire e uscire a camminare mettendo così a rischio la nostra salute e quella delle altre persone, famigliari compresi.
Abituati a stare soli per molte ore, in questo momento i nostri amici stanno scoprendo la gioia di poter stare con noi ed essere il centro delle nostre giornate. Il resto, in questo momento di emergenza, non conta.

ln quanto alla trasmissione, l’Oms ha confermato di recente come il Coronoavirus non si trasmetta da pet a uomo né tra animali.




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